Manovra finanziaria e l’ideologia del malessere


Asili gratis! E’ il titolo in prima pagina di uno dei principali quotidiani italiani di ieri (1). Non è così, visto che l’asilo gratis ci sarà solo a partire dal secondo figlio. Ma tant’è.. tutto fa brodo. 

I 180 milioni previsti nella manovra finanziaria per asili e detrazioni alle madri, riguardano invece la natalità: ti dò soldi solo a partire dal secondo figlio. Le famiglie di oggi (che hanno una media di 1,48 figli) e che hanno le loro difficoltà, non ricevono quindi questi contributi, Li avranno solo se fanno un secondo figlio, che avrà costi complessivi molto maggiori rispetto al contributo che dovrebbero ricevere.

Alla base di questa politica c’è una scelta di fondo che, in un Pianeta che sta esplodendo per natalità, valuta negativamente la denatalità, sia “culturalmente” che economicamente. 
Culturalmente” perché dovrebbe impedire quella che al governo chiamano sostituzione etnica, che sarebbe in corso con l’integrazione di immigrati e conseguente decadimento quantitativo e qualitativo della propria razza, ritenuta superiore. Ci sarebbe da capire cosa sia la razza italiana… ma questo è un altro discorso…
Economicamente perché domani, con meno figli, ci saranno meno contribuenti che dovrebbero pagare i vari buchi di bilancio che il governo fa oggi per, ad esempio, garantire il cuneo fiscale, dare bonus a pioggia e lo stesso investimento per la natalità. Contribuenti che, però, potrebbero essere anche quelli immigrati che pagano le imposte, ma evidentemente questi contribuenti non danno fiducia in sé e per stanzialità sul territorio italiano… oltre al fatto (e al governo lo sanno bene) che molti di questi immigrati sono boicottati ad avere un lavoro legale, per cui sopravvivono alimentando il cosiddetto nero.

Un modo per aiutare le famiglie e l’infanzia  sarebbe, per esempio, la riduzione dell’Iva sui consumi del settore, ma presupporrebbe la libera scelta delle famiglie, senza il presunto stimolo a fare più figli per avere un po’ di soldi. Oppure far sì che l’ingresso della fecondazione assistita (pma) nei “livelli essenziali di assistenza” (Lea, quindi col pagamento del solo ticket) dal prossimo 1 gennaio non fosse difficile da praticare perché i servizi alla bisogna sono rari… ma la decisione di ricorrere alla pma sembra non rientrare nei piani della famiglia tradizionale ed etnica propugnata dal governo.

Anno 2023, quando in molti posti nel mondo (anche molto vicini ai nostri confini europei) si pensa che l’ideologia possa essere motore di benessere ma che invece provoca malessere seminando morte e dolore, in Italia si fa una manovra fiscale con questi discrimini culturali ed economici.

1 – Qn – La Nazione, Resto del Carlino, Il Giorno

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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