Droghe illegali e tossicodipendenze. Tornano alla carica i responsabili dello sfascio del proibizionismo

 Tornano alla carica i responsabili dello sfascio del proibizionismo sulle droghe. Nel nostro caso è il duo Gasparri-Giovanardi (1). Era aspettato visto il risultato delle elezioni e le poche e precise esternazioni proibizioniste manifestate dai vincitori delle stesse in campagna elettorale. Ma non è scontato rispetto agli schieramenti politici tradizionali (destra e sinistra), visto che nel mondo (e soprattutto in Usa e anche in Europa) essere a favore o meno della legalizzazione della cannabis e di interventi di riduzione del danno per i tossicodipendenti, non è prerogativa dei tradizionali schieramenti politici, ma solo del buon senso. Che sembra mancare al duo-italiano quando, per esempio, se la prendono col ministro delle Politiche Giovanili del governo uscente perché opera per far approvare in Conferenza Stato Regioni il Piano Nazionale sulle Dipendenze, opera dovuta per il suo ministero insieme a quello della Salute.

Il duo-italiano si sente già proprietario del potere esecutivo e legislativo e dimentica che, come nel nostro caso, i ministri in carica è bene che svolgano il loro mandato fino all’ultimo momento, anche per attenuare i danni dell’illegalità di alcune droghe. Provvedimenti che, qualora approvati, nessuno impedisce ai nuovi ministri di cambiare e stravolgere (2).
Siamo consapevoli che queste argomentazioni di diritto istituzionale e logico, che il nostro duo ben conoscono, non fanno parte della loro politica del terrore e a-scientifica in materia, ma è opportuno ribadirlo visto che il nostro regime istituzionale funziona in questo modo.

Quanto asserisce il duo è grave e preannuncia una politica sulle droghe che creerà più problemi che altro, peggiorando la difficile situazione che, invece, in tutto il mondo va altrimenti (3).

Il problema è queste scelte del duo che presumibilmente saranno anche del nuovo governo, si giocano sulla pelle e sul diritto delle persone: tossicodipendenti a cui sono negate cure in base agli standard più diffusi nel mondo (riduzione del danno) e consumatori di droghe tipo cannabis che – mai si fermeranno dall’esser tali, Giovanardi o Gasparri che abbiano di fronte – e che continueranno ad essere considerati criminali perché si autocoltivano alcune piante o complici della grande criminalità organizzata che gestisce traffico e spaccio, e che non faranno un passo indietro di un millimetro rispetto all’acuirsi del proibizionismo in Italia, hub per eccellenza, tra i più importati per il loro business.

Certo, tra i vincitori non tutti sono come Gasparri e Giovanardi, ma aspettiamo che si manifestino, come tanti loro colleghi di destra nel mondo, e che soprattutto ragionino coi loro colleghi fino a vere e proprie iniziative legislative.

1 – “Finirà nel cestino il voluminoso Piano di Azione Nazionale sulle dipendenze, di ben 454 pagine (alla faccia della sintesi e del pragmatismo) che con molta fretta e pressione si è vanamente tentato di portare in Conferenza Stato Regioni dal Ministro Dadone, nel tentativo di farlo forzatamente approvare per imporre, prima dell’insediamento del nuovo Governo, vecchie logiche, prive di evidenze scientifiche”. Lo dichiarano Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi. “Un piano che contiene, per esempio – sottolineano Gasparri e Giovanardi – proposte come quelle delle ‘Camere del Buco’, dove poter iniettarsi e consumare sostanze invece che incrementare e supportare i veri percorsi di uscita dal tunnel della droga. Il piano – continuano Gasparri e Giovanardi – apre inoltre le porte alla legalizzazione della cannabis promuovendo inopportune sperimentazioni e, in ultima analisi, una speculazione che da più parti viene promossa e sostenuta per aprire un nuovo mercato, utilizzando come palese scusa e ‘cavallo di troia’ l’uso medico della cannabis. Argomento questo, peraltro, che dovrebbe essere di competenza del Ministero della Salute e non certo del Ministro Dadone che con un ‘debordo di competenza’ forza ancora una volta le cose per spingere sull’acceleratore della legalizzazione. Continueremo con gli operatori dei Sert, le Comunita’ Terapeutiche, le famiglie, la Scuola e il mondo dello Sport la nostra opera di prevenzione, di cura e recupero dei tossicodipendenti, schierandoci sempre dalla parte dei giovani e non di chi vuol favorire chi sta facendo investimenti di decine di milioni di euro per diffondere l’uso della droga”, concludono Gasparri e Giovanardi. (ANSA).
2 – è come se agli impegni istituzionali in cui oggi svolgono funzioni i ministri e il governo ancora in carica, dovessero provvedervi singoli soggetti solo perché hanno vinto le elezioni (soggetti non ancora ufficialmente insediati nelle loro funzioni parlamentari e di governo).
3 – è di oggi, per esempio, un fatto tutt’altro che secondario: il presidente Usa ha annunciato indulto federale per coloro che sono condannati per reati relativi al possesso di cannabis.
 

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