I 30 all’ora di Bologna e la pericolosità del Governo


Dopo che Bologna ha deciso di porre il limite di 30 Kmh sul territorio urbano, si è scatenato il ministro dei Trasporti, non contestando nei particolari il provvedimento, ma prendendo in giro chi lo ha deciso e non portando una motivazione che non fosse quella del tradizionale uomo al bar insoddisfatto di tutto quel che accade. E Matteo Salvini, non finendo di esprimere la propria contrarietà una volta che ha bevuto il caffè – potendo – ha preannunciato un provvedimento censorio in merito, pur non essendo esplicitamente di sua competenza… ma la creatività in merito del ministro e del governo non sarebbe una novità. Aspettiamoci di tutto.

Informazioni in merito sono ovunque, per cui c’è poco da dire di un provvedimento che è più che necessario visto lo stato comatoso in cui versano le nostre città. E non si tratta di chissà quale rivoluzione (la media della velocità urbana è spesso inferiore ai 10) visto che il problema principale nelle città è il traffico, su cui amministratori e governanti nicchiano nel prendere provvedimenti perché si tratterebbe di rimodulare tutta la politica in merito, a partire dalla gratuità dei trasporti locali e i disincentivi all’acquisto di automobili (altroché incentivi, come tutti i governi regalano).

Qualunque cosa succeda, resta l’amaro in bocca per le difficoltà a cui amministratori e cittadini devono far fronte per combattere i pruriti e le corporazioni difese da chi ci governa.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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